Un recente studio, realizzato su iniziativa della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento Europeo e ratificato da 3 importanti società di consulenza(TNO, Rand Europe e Wik-Consult), ha focalizzato l’attenzione sul problema della connettività dei vari servizi pubblici in Europa, evidenziando il grande ritardo, soprattutto per quanto riguarda le situazioni di e-government (il governo internet), che si svolge all’interno delle frontiere. A tal proposito in tale studio vengono illustrate tutta una serie di iniziative per migliorare la ricezione di tutti quei servizi che sono accessibili ovunque ed in ogni momento (i cosidetti servizi “ubiqui”). logo UE

Poche infrastrutture

Gli analisti delle società di consulenza che hanno condotto lo studio, hanno indicato tra le cause preminenti della limitata accessibilità dei servizi, l’estrema penuria di infrastrutture per quanto riguarda la banda larga mobile ultra-veloce; in particolar modo quando si è in viaggio in aree distanti dalle grandi città, la copertura della rete risulta debole o del tutto assente. E sempre secondo tali analisti, nonostante “l’agenda digitale annoveri tra i suoi temi centrali la diffusione e la velocità della banda larga, non comprende alcun obiettivo esplicito in relazione alla disponibilità e la penetrazione dei servizi per il mobile”.

Puntare di più sul mobile

“Qualora l’Europa adotti obiettivi sulla banda larga mobile”, concludono gli analisti “essi dovranno essere meglio specificati. Ed inoltre dovranno conferire la dovuta attenzione ai costi d’implementazione che potrebbe variare in funzione del modo in cui gli obiettivi sono particolareggiati”. Tra l’altro puntare di più sul mobile sarebbe di grande importanza, poiché avverrebbe in un momento in cui sembra ormai impresa ardua raggiungere il 100% di banda larga per tutti entro fine 2013. Ciò in larga parte è dovuto al digital divide, “cliente fisso” di vaste zone rurali e dei nuovi stati membri dell’UE. Aumentare la soglia di attenzione nei confronti della nuova piattaforma dell’LTE vorrebbe dire usufruire di servizi pubblici che richiedono un consumo di banda limitato. Per quanto riguarda poi l’e-government, lo studio condotto ha sottolineato la notevole presenza di paesi europei ai primi posti nella speciale classifica stilata dalle nazioni unite (tra questi vi sono Estonia e Olanda). Se tuttavia a livello nazionale si vanno registrando costanti miglioramenti, è all’interno delle frontiere che la situazione appare delicata, ciò nonostante nel corso degli anni la Commissione abbia varato diverse iniziative nel settore sanitario, della giustizia e dell’identità elettronica. “Occorre riconoscere con onestà” si legge nel rapporto “che l’impiego di servizi d’e-government con una dimensione europea ha sin qui fatto scarsi progressi. Il nodo centrale della questione rimane la stratificazione del mercato digitale, fenomeno a cui la commissione sta tentando di mettere un argine attraverso il regolamento “connected continent”.

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