L’UE vuole esercitare un maggiore controllo sulla gestione futura delle frequenze radio, con lo scopo di introdurre nuove regole comunitarie che le permettano di porre il diritto di veto sulle gare nazionali per l’attribuzione delle frequenze.

Maggiore potere decisionale

La decisione, partorita direttamente da Bruxelles, sede dell’Unione Europea, sicuramente farà storcere il naso ai singoli stati abituati fino ad ora ad agire in totale autonomia. A riferirlo è il Wall Street Journal (online.wsj.com), il quale fa riferimento al contenuto della bozza del provvedimento sull’argomento, che la Commissione Europea presenterà a settembre, e che rientrerà nel quadro delle misure volte alla formazione di un mercato unico delle Telecomunicazioni (in tal senso, già nel 2012, mediante la stesura del Radio Spectrum Policy Programme (R.s.s.p), la Commissione Europea ha voluto intraprendere un processo di armonizzazione dello spettro.)

Come è noto, già da diverso tempo lo spettro radio è una importantissima fonte di guadagno per gli stati di tutto il mondo, che in un recente passato hanno ricevuto delle notevoli fonti di denaro da parte dei vari operatori; si pensi ad esempio ai 4 miliardi di euro sborsati dalle telco italiane durante l’asta LTE del 2011.

“Rispecchiare il valore sociale ed economico dello spettro”

Entrando maggiormente nello specifico, la bozza del provvedimento della Commissione Europea prevede la completa revisione, da parte dell’UE, dei piani nazionali di gara per le frequenze, mediante consultazione di 2 mesi con le Authority dei singoli paesi, ed eventualmente, il blocco dell’asta. In tal modo si cercherà di ridurre gli eccessivi investimenti per l’acquisto delle frequenze 4G LTE, assegnando alle varie risorse un “prezzo equo” che rispecchi in maniera veritiera “… il valore sociale ed economico dello spettro…”, come si legge nella bozza. Il prezzo delle frequenze dovrà fare da sprone per la realizzazione di investimenti, e per la copertura e la qualità dei network e dei servizi. Le Authority nazionali dovranno sottoporre il piano di gare all’UE; vi saranno poi 2 mesi di tempo per considerare il prezzo delle risorse da mettere all’asta, la durata dell’assegnazione ad altre problematiche tecniche. Se gli stati membri non dovessero recepire le indicazioni provenienti da Bruxelles, la Commissione Europea potrebbe prendere la decisione di ritirarli dalla gara.

Secondo rumors provenienti dalla Gsma, l’internet mobile rappresenta la destinazione d’uso pià vantaggiosa per la realizzazione dello spettro radio; allo stato attuale però, negli Usa l’internet mobile è più veloce del 75% rispetto all’UE. Un ritardo ammesso anche dal government affairs officer del Gsma Tom Phillips: “… lo spettro è un caos in Europa, è stato gestito molto male”.

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