Il gigante statunitense delle telecomunicazioni AT&t, ha come obiettivo a breve termine quello di una rapida espansione oltreoceano. Per fare ciò però deve tenere conto di alcune problematiche, come ad esempio gli intoppi burocratici, l’elevato costo derivante dal fare business in Europa e il quasi immobilismo i con il quale i governi si muovono sulle frequenze. A rilevare tutte queste difficoltà è Craig Moffett, fondatore della società di ricerche MoffettNathanson.

logo At&t

Vodafone all’orizzonte

Tra l’altro, l’espansione europea di At&t si troverebbe dinanzi ad un mercato stratificato, dove l’attenzione al prezzo è elevatissima e dove, per il momento, i governi tendono ad ostacolare la nascita di un’unica rete regionale. “Non ci sono sufficienti vantaggi economici, chi ci ha provato lo ha imparato a sue spese”, ha affermato Moffett. Il progetto del colosso statunitense sarebbe quello di far valere la propria esperienza per la costruzione di reti di quarta generazione negli USA e portare il suo “marchio” in Europa, dove, l’adozione di servizi ultra-veloci, potrebbe dare un impulso notevole all’aumento del consumo di dati. I piani di At&t rimangono ancora “ufficiosi”, anche se il CEO dell’azienda Randall Stephenson, durante una conferenza stampa ha elencato gli aspetti positivi e negativi del processo di espansione pocanzi sottolineato. “Il mercato del mobile Internet non è ancora decollato in Europa, ma evolverà molto rapidamente”, ha fatto sapere Stephenson. Tra i progetti “ufficiosi”non esposti ancora pubblicamente da At&t, ci sarebbe anche l’acquisto di una grande compagnia europea, nella fattispecie Vodafone, il cui valore di acquisto si aggira intorno ai 130 miliardi di dollari. Tuttavia, bisogna procedere con prudenza: “Se At&t sbaglia i suoi calcoli sul boom del mobile Internet in Europa e il mercato europeo resta complesso, At&t potrebbe presto trovarsi in difficoltà a far quadrare i conti e pagare il dividendo ai suoi azionisti. Questo dovrebbe far riflettere”, ha affermato Moffett.

Percorso ad “ostacoli

I vari analisti inoltre, come ulteriore ostacolo ai progetti di espansione di At&t, hanno posto l’attuale regolamentazione europea, con norme frammentate e più intransigenti rispetto agli Stati Uniti. I regolatori hanno inoltre anche imposto un tetto massimo alle tariffe che i vari operatori di telefonia mobile possono far pagare ai concorrenti per l’uso della rete, ed alle tariffe per roaming e piani dati. I carrier, è doveroso sottolineare, sono alle prese anche con i paletti posti dall’antitrust in caso di sinergia delle reti all’interno dello stesso paese.

Tuttavia, in caso di accordo tra i 2 operatori telefonici presenti in Germania, E-Plus e O2, si creerebbero i presupposti per un importante processo di stabilità e di consolidamento. Ciò tra l’altro è stato fatto notare anche dal Ceo di Orange Stephane Richard.

Secondo gli analisti della società di servizi finanziari Ubs John Hodulik, l’acquisto di Vodafone permetterebbe ad At&t di subire un’importante metamorfosi in quanto la “internazionalizzerebbe”, a differenza di oggi, dove essa è solo ed esclusivamente una compagnia americana. Ma il rischio di riuscita dell’operazione è notevole; “At&t potrebbe pensare che comprare Vodafone le porti la luce fuori dal tunnel”, fa sapere Hodulik, “ma un accordo per acquisire i rimanenti asset di Vodafone non è affatto esente da rischi”.

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)