Incredibile ma vero: l’Italia è uno dei pochi paesi europei a potersi vantare della presenza completa dei servizi della piattaforma 4G LTE sul territorio, questo nonostante la copertura del segnale non risulti uniforme e le prestazioni qualitative non raggiungano sempre risultati ottimali.

Un dato allarmante

Ciò è quanto emerge da uno studio condotto dall’Unione Europea; da tale indagine possiamo ben capire come il caso dell’Italia (e di poche altre nazioni europee) rappresenti un piccolo raggio di luce all’interno di una situazione allarmante. Secondo l’U.E. infatti, 3 cittadini su 4 non possono accedere ai servizi LTE con i propri smartphone o tablet. Lo scenario poi, andando fuori città, è destinato a peggiorare ulteriormente con la percentuale che scende a zero.

E la situazione appare ancora più sconcertante se si fa il paragone con gli Stati Uniti, dove la diffusione della nuova tecnologia ha raggiunto il 90%della popolazione; si pensi che la compagnia AT&T da sola ha raggiunto il 60%dei clienti con servizi di nuova generazione, mentre in Europa l’insieme degli operatori telefonici non raggiunge il 30%. La causa principale di questo scenario, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, riguarda lo spettro radio. Come si sa infatti, 9 stati membri dell’UE (Spagna, Lituania, Malta, Ungheria, Cipro, Polonia, Romania, Finlandia e Austria, mentre invece la Commissione ha posto il veto sul rinvio delle gare d’asta in Slovacchia e in Slovenia) hanno chiesto ed ottenuto il rinvio dell’asta riguardante la “liberazione” delle frequenze a 800 MHz per la banda larga senza fili, prevista inizialmente per il 1 Gennaio 2013. L’U.E. ha motivato la propria decisione adducendo “motivi eccezionali”. Tornando al caso dell’Italia, va rilevato che essa rientra tra le 11 nazioni(al pari di stati come ad esempio Germania, Francia e Regno Unito) all’avanguardia per quanto riguarda la copertura dei servizi 4G, con le varie compagnie telefoniche profondamente radicate sul territorio; Tim ad esempio copre 190 comuni, Vodafone 40, mentre 3 Italia è presente a Roma, Milano e Acuto (FR).

Telecom Italia e 4G

Il responsabile di TILab, il centro di ricerca e sviluppo Telecom, Sandro Dionisi, ha fatto una lunga panoramica sul 4G:

“L’LTE a 800 MHz operando a una frequenza più bassa consente una migliore penetrazione negli edifici, un po’ come avveniva con il GSM a 900 MHz. L’LTE a 1800 MHz si avvicina invece alla GSM a 2100 MHz, presentando problematiche simili… Per quanto riguarda il traffico voce”, ha poi aggiunto Donisi “è risaputo che l’LTE si appoggia ancora alle reti 2G/3G con uno speciale instradamento automatico, il tutto in attesa delle soluzioni di rete e dei terminali che supportano la tecnologia voLTE, ovvero voice-over-LTE. Sta cominciando ad arrivare. La sperimenteremo a breve e ci attendiamo i primi prodotti compatibili per il 2014. LTE consente di avere una quantità di banda passante adeguata sia in download che in upload con un livello di latenza basso. Possiamo stimarlo tra i 20 e i 40 ms. E stiamo lavorando a soluzioni di video conferenza HD anche tra fisso e mobile”. Infine, circa la realizzazione di LTE advance, Dionisi ha affermato; “Uno dei passi chiave è la cosidetta aggregation. I nostri 10 MHz degli 800 MHz e gli altri 10 MHz dei 1800 MHz possono essere messi insieme, quindi aggregarli come fossero un tutt’uno. Di fatto raddoppia la banda. I dati trasferiti vengono divisi in frequenze diverse e poi il terminale li rimette insieme. E questo sia in invio che in ricezione. Dove sono presenti entrambe le coperture il tutto viene visto come un unicum”.

 

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4G: Italia in prima fila rispetto al resto d’Europa, 6.0 out of 10 based on 3 ratings