Il Ceo di At&t (American Telephone and Telegraph Incorporated), Randall Stephenson, vede nel mercato europeo una possibile fonte di business per quanto concerne il settore dell’Internet mobile.

Ad affermarlo è il Financial Times, secondo il quale, nonostante la crisi economica e politica, il Ceo del più importante operatore telefonico americano (le cui dichiarazioni sono state trasmesse in un video venerdì scorso ad Atene nel corso dell’ottava conferenza annuale della Commissione per le telecomunicazioni greca) è convinto che il modello americano per l’internet mobile sarà replicato anche in Europa, nonostante le incertezze sul fronte regolamentare e delle politiche sullo spettro radio”.

Una chance da sfruttare

“ La rivoluzione di Internet mobile”prosegue Stephenson “decollerà nell’Ue allo stesso modo di quanto avvenuto negli Usa….

Sei anni fa quasi nessuno possedeva uno smartphone, oggi ne fa uso circa il 70% dei nostri abbonati. E questo ha completamente cambiato il modo di comportarsi, di interagire, di fare impresa, con un’esplosione del traffico dati americano del 3000% rispetto ad un lustro fa”. Ricordiamo che At&t, insieme a Verizon, domina il mercato statunitense, avendo un bacino di 314 milioni di persone. In Europa di contro, il mercato delle telecomunicazioni è molto più stratificato, con un quadro regolamentare spezzettato ed ancora legato ai modelli nazionali di gestione dello spettro radio. A criticare quest’ultimo aspetto è stato il commissario europeo dell’agenda digitale Neelie Kroes, che si auspica un mercato unico dei servizi mobili da attuarsi all’interno dell’Ue.

 

Creare nuove sinergie

Se da un lato c’è chi, come il magnate messicano proprietario di America Movil(www.americamovil.com) Carlos Slim, l’anno scorso ha investito 1 miliardo di dollari in Telekom Austria e nelle rete olandese Kpn, dall’altro Stephenson non crede che l’entrata di At&t in Europa debba avvenire tramite compravendite o fusioni; per il Ceo una soluzione per poter entrare in Europa sarebbe quella di cedere ai vari operatori del vecchio continente nuovi servizi mobili, come ad esempio la connected card, oppure alcuni servizi riguardanti la sicurezza della casa. Inoltre, un’altra soluzione per creare nuovi rapporti di collaborazione prevederebbe l’avvento delle reti Lte e 4G ; ciò permetterebbe agli operatori di avere dei servizi in comune ai 2 lati dell’Oceano,e soprattutto di infrangere le tariffe di roaming internazionale. Infine, chiamando di nuovo in causa Stephenson, un’ulteriore modo per creare nuove sinergie è quello riguardante le politiche fiscali: a tal proposito egli ha ricordato che alla base della straordinaria e rapida espansione del settore della telefonia in USA, c’è una accorta politica di incentivi fiscali condotta dal governo americano.

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