Al contrario di quanto avviene negli Stati Uniti, con un vero è proprio boom delle connessioni (circa il 90%), vi è da registrare in Europa il clamoroso flop del 4G. Urge trovare una soluzione, che potrebbe arrivare dall’acquisizione di un nuovo spettro e dall’assegnazione di un’asta, indetta dall’Unione Europea, per i servizi mobili 4G, cui dovranno partecipare i grandi consorzi, capaci di agire in tutta Europa e non basandosi sulle logiche dei vari mercati europei, che rischiano di stratificare il mercato. Ad affermare ciò al Wall Street Journal è l’europarlamentare svedese, nonché vice presidente dello European People’s Party Group e relatore del Radio Spectrum Policy Program, Gunnar Hoekmark.

Un ritardo considerevole

E proprio la frammentazione dei vari mercati è indicata come una delle cause preminenti del gap accusato dall’Europa nel wireless. Sono lontani i tempi in cui, grazie allo sviluppo del GSM, era possibile l’interazione tra cellulari e reti in tutti i paesi europei e grazie al quale numerose aziende sono riuscite a sviluppare prodotti e servizi per il mercato europeo, contribuendo in tal modo alla crescita industriale dell’UE. Ora invece, il primato nel wireless spetta agli Stati Uniti, con circa il 90%delle connessioni che si doterà di reti LTE o 4G entro fine 2013; a ciò fa da contraltare il 2%delle connessioni in Europa. La spiegazione di questa tendenza negativa appare di facile lettura. Negli Usa infatti, i vari operatori hanno investito massicciamente sulla nuova piattaforma, col risultato che veri e propri colossi come Verizon e At&t coprono ormai circa l’85%della popolazione, con connessioni più veloci di quelle europee del 75%.

Correre ai ripari

Il Radio Spectrum Policy Program, varato lo scorso anno dal Parlamento e dal Consiglio Europeo e di cui Hoekmark svolge il ruolo di relatore per conto del Parlamento, sta cercando di porre un argine dinanzi a questa difficile situazione; l’obiettivo è quello di acquisire 1200 MHz di spettro per la banda larga mobile entro fine 2015. A tutti i paesi membri dell’Unione Europea verrà chiesta la finalità di utilizzo dello spettro, alfine di verificare che si tratti di un uso efficiente, e la disponibilità degli operatori a non affollare inutilmente lo spettro. Ciò permetterà di individuare il bisogno di un’ulteriore riallocazione di spettro a livello UE. Il Policy Program prevede inoltre che gli stati membri dell’UE riservino la banda da 1800 MHz ai servizi wireless entro il 1 gennaio 2014 per coprire le zone a più alta densità di popolazione e aumentare la capacità di rete. Tale termine però è stato osservato soltanto dalla metà dei paesi membri dell’UE(tra questi vi è l’Italia) con conseguente, brusco, rallentamento del rollout del 4G in Europa.

Nella sua lunga intervista al Wall Street Journal Hoekmark ha infine affermato che è compito dei vari governi dell’UE rispettare gli impegni presi per far si che l’Europa torni a primeggiare nel settore wireless.

Ma non è tutto: anche la banda da 700 MHz è importante e deve contribuire alla crescita economica del continente europeo. Gli Usa già utilizzano a pieno regime queste frequenze per i servizi mobili, e se anche L’UE farà lo stesso, si ridarà più slancio agli investimenti, con conseguente crescita e aumento dei posti di lavoro.

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