Effetto 4G: in Gran Bretagna boom della telefonia mobile



La compagnia telefonica  numero 1 nel Regno Unito,EE(ee.co.uk), ultimamente ha fatto registrare un notevole incremento dei profitti e degli abbonati, i quali hanno dimostrato di gradire i contratti di lunga durata stipulati su piattaforme di nuova generazione.

Una crescita netta

Il resoconto trimestrale di EE(la quale, ricordiamo, è la joint venture nata dalla collaborazione tra Orange(www.orange.fr) e Deutsche Telekom (www.telekom.com), ha mostrato una crescita degli utili durante il primo semestre del 2013 pari al 9 %, con conseguente aumento dei guadagni (22,9%): per arrivare a questi risultati ha influito molto anche l’aumento della domanda di contratti mobili.

L’operatore britannico ha inoltre inglobato 216.000 nuovi abbonati solo nel secondo trimestre. A ciò bisogna aggiungere che gli utenti del 4G LTE sono circa 687.000, con la speranza(neanche tanto velata) di raggiungere 1 milione di clienti prima del 2014. Sull’aumento dei profitti un ruolo decisivo ha avuto l’aumento degli utenti che hanno scelto i contratti di lunga durata, abbandonando così le prepagate; ciò ha fatto si che il calo del 4,4 % delle entrate da servizi, fatto registrare nel secondo trimestre, passasse quasi inosservato.

Motivi della crescita

Gli analisti del gruppo finanziario Espirito Santo (www.esfg.com), hanno sottolineato che alla base di questi lusinghieri risultati vi sono, in maniera preminente, i risparmi prodotti dalla creazione della Joint Venture EE nel 2010, il cui CEO Olaf Swantee ha reso noto che il gruppo mira ad una progressiva crescita dei guadagni, portandoli al 25% entro l’anno nuovo. Raggiungere tale scopo sarà possibile sia grazie ai risparmi sui costi, sia tramite un aumento dei clienti che adottano servizi ultra-veloci che costano di più. Da tale situazione ha tratto vantaggio anche il gruppo Carphone Warehouse (www.carphonewarehouse.com): le vendite dei vari rivenditori nel primo trimestre del 2013 sono infatti aumentati del 10,6%, andando oltre le più ottimistiche previsioni degli analisti che speravano di raggiungere almeno l’8%. Il CEO di Carphone Roger Taylor ha dichiarato all’agenzia tedesca Reuters(it.reuters.com) che con l’aumento dei clienti che stipulano contratti a lungo termine è aumentata, in maniera esponenziale, anche la domanda di telefoni di fascia alta, come ad esempio l’Apple iPhone ed alcuni smartphone della Samsung. Anche la telco britannica Talk Talk (www.talktalkgroup.com) ha rivelato i suoi risultati trimestrali, che hanno fatto registrare una crescita pari a 421 milioni di sterline, nonché 8000 clienti in più nella telefonia fissa e 27000in più in quella mobile.

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Frequenze LTE: L’UE vuole maggiore controllo sulle aste nazionali



L’UE vuole esercitare un maggiore controllo sulla gestione futura delle frequenze radio, con lo scopo di introdurre nuove regole comunitarie che le permettano di porre il diritto di veto sulle gare nazionali per l’attribuzione delle frequenze.

Maggiore potere decisionale

La decisione, partorita direttamente da Bruxelles, sede dell’Unione Europea, sicuramente farà storcere il naso ai singoli stati abituati fino ad ora ad agire in totale autonomia. A riferirlo è il Wall Street Journal (online.wsj.com), il quale fa riferimento al contenuto della bozza del provvedimento sull’argomento, che la Commissione Europea presenterà a settembre, e che rientrerà nel quadro delle misure volte alla formazione di un mercato unico delle Telecomunicazioni (in tal senso, già nel 2012, mediante la stesura del Radio Spectrum Policy Programme (R.s.s.p), la Commissione Europea ha voluto intraprendere un processo di armonizzazione dello spettro.)

Come è noto, già da diverso tempo lo spettro radio è una importantissima fonte di guadagno per gli stati di tutto il mondo, che in un recente passato hanno ricevuto delle notevoli fonti di denaro da parte dei vari operatori; si pensi ad esempio ai 4 miliardi di euro sborsati dalle telco italiane durante l’asta LTE del 2011.

“Rispecchiare il valore sociale ed economico dello spettro”

Entrando maggiormente nello specifico, la bozza del provvedimento della Commissione Europea prevede la completa revisione, da parte dell’UE, dei piani nazionali di gara per le frequenze, mediante consultazione di 2 mesi con le Authority dei singoli paesi, ed eventualmente, il blocco dell’asta. In tal modo si cercherà di ridurre gli eccessivi investimenti per l’acquisto delle frequenze 4G LTE, assegnando alle varie risorse un “prezzo equo” che rispecchi in maniera veritiera “… il valore sociale ed economico dello spettro…”, come si legge nella bozza. Il prezzo delle frequenze dovrà fare da sprone per la realizzazione di investimenti, e per la copertura e la qualità dei network e dei servizi. Le Authority nazionali dovranno sottoporre il piano di gare all’UE; vi saranno poi 2 mesi di tempo per considerare il prezzo delle risorse da mettere all’asta, la durata dell’assegnazione ad altre problematiche tecniche. Se gli stati membri non dovessero recepire le indicazioni provenienti da Bruxelles, la Commissione Europea potrebbe prendere la decisione di ritirarli dalla gara.

Secondo rumors provenienti dalla Gsma, l’internet mobile rappresenta la destinazione d’uso pià vantaggiosa per la realizzazione dello spettro radio; allo stato attuale però, negli Usa l’internet mobile è più veloce del 75% rispetto all’UE. Un ritardo ammesso anche dal government affairs officer del Gsma Tom Phillips: “… lo spettro è un caos in Europa, è stato gestito molto male”.

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4G LTE: la situazione in Italia e nelle principali località turistiche



Uno studio condotto dal portale indipendente Sostariffe.it, ha fatto il punto della situazione sulla diffusione della nuova piattaforma 4G LTE in Italia. Da tale studio è emersa una notevole diffusione della nuova tecnologia soprattutto al Nord e più in generale nelle principali città della penisola; vi è inoltre da rilevare l’arrivo di internet ultra veloce anche nelle principali località turistiche.

Un’indagine accurata

Sulle 29 località prese in esame dal portale (suddivise tra mete turistiche, comunità montane e città culturali), ben 19 sono coperte dalla rete LTE, e nelle 7 località che ancora non dispongono della nuova piattaforma, si ha comunque la possibilità di utilizzare la tecnologia HSPA+, l’ultimo derivato del 3G, che consente la navigazione a grande velocità.

Sono solamente 3 invece le località senza internet veloce: si tratta di Lampedusa, Amalfi e Alagna Valsesia. Roma e Milano sono le uniche 2 città che vedono la presenza dei principali operatori telefonici: singolare è invece il caso di Firenze, che allo stato attuale non risulta ancora coperta dalla rete LTE di nessun operatore. E note dolenti arrivano anche dalla Liguria dove, se si fa eccezione per le città di Genova, Savona e Alassio, c’è poca copertura.

Copertura di rete dei principali operatori italiani

Sempre dall’indagine condotta da Sostariffe.com è emerso che Vodafone offre la maggiore copertura 4G per le mete balneari (Rimini, Gallipoli, Forte dei Marmi e alcune località della Costa Smeralda tanto per citare le più importanti), mentre di contro non dispone ancora di una adeguata copertura per le zone montane.

Tim invece, oltre ad offrire una copertura della nuova piattaforma più intensa e capillare, ha rafforzato la propria rete nelle località di montagna(Madonna di Campiglio, Courmayeur, Cortina d’Ampezzo). Tre invece è presente attualmente solo a Roma e Milano, ma in compenso assicura un servizio di connessione in HSPA + molto diffuso, così come la Wind, la quale, dovendo ancora dotarsi del 4G, ha aderito al 3G ad alta velocità, mostrando un’ottima copertura delle zone sopracitate. Tuttavia, gli utenti del nostro paese dovranno pazientare ancora un po’ per godere appieno della nuova tecnologia. Dalle prove pratiche effettuate sul campo è infatti emerso che il segnale varia da luogo a luogo, anche all’interno della stessa località, e che delle difficoltà possono sorgere nei luoghi affollati o chiusi (ad esempio spiagge o pub).

Sulla questione così si è espresso l’amministratore delegato, nonchè fondatore di Sostariffe.it, Alberto Mazzetti: “Dal punto di vista della diffusione iniziale, la scelta di alcuni operatori di coprire le città d’arte e le località turistiche più frequentate è un’ottima opportunità per permettere agli utenti di utilizzare i propri device 4G e far conoscere questa tecnologia ad un pubblico più ampio. Tra le regioni più coperte sicuramente Veneto, Lombardia e Puglia. La copertura in Italia in ogni caso ha già superato il 25% della popolazione. Da notare che ci sono 2 intere regioni, Molise e Basilicata, completamente senza rete LTE. Dal punto di vista del volume di dati a disposizione e dei costi, il limite mensile di traffico per le offerte 4G è spesso 2 o 3 volte superiore a quello dei piani con tecnologia 3G, mentre il costo al GB è inferiore”.

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Il 4G LTE sbarca a Mosca grazie a Nokia: affare da 200 milioni



La Nokia Siemens Network(www.nokiasiemensnetwork.com), si è aggiudicata una importante commessa per la costruzione della piattaforma 4G LTE nella parte centrale della Russia: l’operazione è stata condotta dall’azienda finlandese per conto del colosso della telefonia mobile russa OAO Mobile Telesystems(M.T.S.S.). A riferirlo è la multinazionale statunitense Bloomberg(www.bloomberg.com), secondo la quale l’ordine vale almeno200 milioni di dollari, con possibilità di proroga.

Un’azienda attivissima

Il portavoce di MTSS Dmitry Solodovnikov ha affermato che i lavori per la realizzazione del 4G partiranno durante questo trimestre, ricordando inoltre che la compagnia telefonica è attualmente in trattativa per la costruzione di 2 infrastrutture, una nella zona  le nord-ovest, ed una nella parte più orientale della Russia. L’appalto per la costruzione di una infrastruttura nella parte sud della Russia (comprendente le regioni del Volga, della Siberia e degli Urali)è stata invece affidata, mediante contratto triennale, ad uno dei giganti della telecomunicazione, l’azienda svedese Eriksson.

Nokia “cammina”da sola

Va inoltre sottolineato  che, la Nokia di recente ha annunciato di aver rilevato anche l’altra metà appartenente alla Siemens, diventando di fatto l’unica titolare dell’attività. Si tratta di una svolta molto importante: nel comunicato congiunto diramato dalle 2 società, l’azienda finlandese ha ammesso di essere diventata titolare dell’intera quota di maggioranza per una cifra che si aggira intorno ad 1,7 miliardi di euro, di cui 1,2 verranno corrisposti subito, mentre la parte restante verrà saldata entro un anno. In pratica Siemens diventerà una filiale di Nokia; all’esterno non è previsto alcun cambiamento, con la sede operativa che dovrebbe rimanere Espoo (Finlandia). La notizia era nell’aria (ed era stata anticipata da Bloomberg), in quanto già da tempo Siemens aveva manifestato il desiderio di separarsi da Nokia per concentrarsi sulle sue altre attività. La N.S.N. è stata inoltre molto remunerativa per entrambe le aziende fino all’anno passato, quando è tornata in attivo a fronte di un drastico restyling, che aveva comportato il taglio dei dipendenti, da 75mila a 58mila. Il cambiamento più grande e al contempo più importante sarà invece la scomparsa del nome Siemens e della sigla N.S.N.. Il C.E.O. dell’azienda Stephen Elop si è così espresso sulla scissione con Siemens: “E’un’opportunità di crescita. Nokia Siemens Netwok ha stabilito una chiara posizione di leadership nel settore LTE, che offre opportunità di crescita interessanti. Nokia è lieta di questi sviluppi e auspica di continuare a sostenere questi sforzi per creare più valore per gli azionisti e per il gruppo Nokia”.

Tornando infine alla situazione in Russia, ricordiamo che essa un anno fa ha assegnato le licenze per il 4G ai più importanti operatori del paese: M.T.S.S., O.A.O., Megafon(Mfon), Vimpelcom(V.I.P.) e O.A.O. Rostelecom, per un investimento complessivo di circa 15 miliardi di rubli (452 milioni di dollari) sino al 2019.

 

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Samsung: uscita del nuovo Galaxy S4 dotato di LTE Advanced



Nei prossimi giorni la Samsung lancerà sul mercato la nuova versione del Galaxy S4, dotata della piattaforma 4G LTE.

Un lancio graduale

La novità è di non poco conto; si tratterà infatti di un tipo di smartphone, il primo ad essere lanciato in commercio, a dotarsi di LTE advanced. I nuovi device saranno dotati di chip di stampo Qualcomm, la società di ricerca californiana (www.qualcomm.com). Ad annunciare la notizia dell’imminente lancio del nuovo Samsung è stato il Ceo dell’azienda sudcoreana, JK Shin all’agenzia di stampa tedesca Reuters. Inizialmente la vendita sul mercato sarà circoscritta solo ed esclusivamente al mercato coreano tramite l’operatore telefonico locale SK, che ha testato il nuovo smartphone nei test di aprile. Shin non ha voluto sbilanciarsi sulle percentuali di vendita del nuovo prodotto che, rispetto ai modelli già in vendita, dovrebbe avere un costo più elevato. Inoltre, bisogna sottolineare che vi sono trattative in corso con i carrier di tutto il mondo per ampliare la vendita del nuovo Samsung Galaxy all’estero.

Un calo preoccupante

Di contro però la vendita del Galaxy S4, a partire dallo scorso aprile, ha subito un brusco rallentamento; recentemente Samsung Electronics ha visto scendere di ben 12 miliardi di dollari il suo valore di mercato. E secondo la Reuters alla base di questa debacle vi è il lancio di 2 nuovi modelli  smartphone, varianti dell’S4. Per gli analisti il lancio di questi nuovi dispositivi, di fascia bassa e di conseguenza a buon mercato, spiega in  maniera molto chiara e netta la notevole difficoltà in termini di profitto per il business mobile di Samsung. Entrando più specificatamente nell’argomento, per essi il lancio sul mercato dei 2 smartphone pocanzi menzionati, stanno a dimostrare la volontà, da parte di Samsung, di puntare sulla quantità, dopo il crollo delle percentuali di vendita del Samsung S4. “Le vendite di dispositivi di fascia alta sono inferiori alle attese, mentre i modelli medio bassi vendono tanto un po’ dappertutto”, ha affermato l’analista della società Shinan Investment Corp Kim-Young- Chan. Ma c’è anche chi la pensa diversamente; Sul medesimo argomento infatti, il Ceo di Samsung ha di fatto minimizzato le scarse vendite dell’S4, affermando: “Le vendite dell’S4 restano buone. Sta vendendo di più rispetto al Galaxy S3 e il nuovo modello sarà un altro tassello alla nostra gamma di fascia alta, che garantisce alti margini di profitto”.

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Telecom Italia: il 4G copre il 25% della popolazione nazionale



Telecom Italia Mobile dà una decisa sterzata al mondo della telefonia mobile italiana, estendendo a 139 il numero dei comuni italiani dove sono già in funzione i nuovi servizi Tim sulla piattaforma 4G LTE, raggiungendo in tal modo una copertura di circa il 25% della popolazione a livello nazionale. Si tratta di una percentuale destinata a salire ulteriormente, il 60% nel 2015. Le ultime città, in ordine di tempo, a dotarsi dei nuovi servizi ultra internet 4G(che permettono una trasmissione dati con una velocità fino a 100 Mbit/s in download e fino a 50 Mbit/s in upload), sono Lecce, Trieste, Novara, Casoria, Ragusa, Gela e Carpi.

Il contributo di Telecom

In una recente nota diramata dalla compagnia, si legge; “Grazie alla tecnologia LTE, che offre una velocità di download 5-10 volte superiore a quella della rete HSPA a 14,4 Mbps e più del doppio rispetto a quella offerta dalla tecnologia HSPA a 42 Mbps, un numero sempre crescente di clienti Tim può usufruire di prestazioni e livelli di servizio che migliorano nettamente l’esperienza della navigazione internet, consentendo la fruizione di contenuti innovativi in mobilità, come il video streaming in HD”.

Un’offerta completa

E’opportuno, ed anche interessante far notare che, dei 139 comuni “criptati” dalla piattaforma 4G-Lte, 47 sono città di dimensioni medio-grandi, come Roma, Milano, Pisa, Napoli, Bari, Taranto, Palermo, Brescia e Torino. Ricordiamo che la proposta commerciale di Tim, valida sia per il settore clientela che per quello business, riguarda principalmente l’uso di tablet, modem, smartphone e chiavette, e si caratterizza per dei livelli di servizio, di trasmissione e di traffico dati nettamente superiori ai canoni della piattaforma 3G.

Infine, puntando l’attenzione su un altro grande colosso telefonico, la Wind, vi è da sottolineare che, dopo l’accordo da questi raggiunto con Huawei e Sirti per la diffusione del 4G in tutta Italia, l’amministratore delegato di Wind Maxino Ibarra ha dichiarato: “Inizia ora un percorso che ci porterà verso il 5G, ovvero l’Imt-Advanced, oltre il muro dei 100 megabit.”

 

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Frequenze LTE: verso la realizzazione di una nuova asta in Germania



Secondo dei rumors provenienti dalla Germania, a causa dei deludenti risultati delle vendite, causati dai pesanti investimenti effettuati per i network LTE, l’agenzia federale tedesca Bundensnetzagentur sta pensando di mettere all’asta nuove e vecchie frequenze a partire dal 2014 e dal 2015.

Un’asta di difficile realizzazione

L’intento di questa nuova asta sarebbe quello di portare Internet a 50 Mps in tutta la nazione, comprese le zone rurali, maggiormente soggette al digital divide. La proposta avanzata dall’agenzia è attualmente al vaglio; a riferirlo è l’agenzia di stampa tedesca Reuters, affermando che l’obiettivo è quello di mettere all’asta anche bande a 700 Mhz. Inoltre, stando a quando riportato dal giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (www.faz.net), l’agenzia federale ha in procinto nel 2014 di avviare un asta per la vendita di frequenze a 900 Mhz e 1800 Mhz, attualmente utilizzate, previa licenza GSM, dagli operatori per promuovere il traffico voce.

Scarsità di risorse

Il vero problema, comune a tutti gli operatori di telefonia mobile, sta nella penuria di risorse economiche da riservare ad un asta, in quanto per il momento gli investimenti delle telco, non solo di quelle tedesche, sono tutte focalizzate sul roll-out delle nuove reti LTE. Gli operatori che in questo momento sembrano risentire maggiormente di questa situazione sono l’olandese Kpn (www.kpn.com) e la tedesca Telefonica Deutschland (www.telefonica.de): è innegabile che la realizzazione di una nuova asta in questo momento potrebbe causare un brusco contraccolpo alle loro disponibilità economiche. L’asta LTE che si è tenuta nel 2010 in Germania, con la vendita di frequenze 800 Mhz, ha portato nelle casse dello stato 4,4 miliardi di euro. Per quanto riguarda la Kpn invece, vi è da sottolineare la sua partecipazione, in Olanda, all’asta LTE che ha portato nelle casse dello stato 3,8 miliardi di euro. Un noto gestore di fondi di tutti gli operatori telefonici tedeschi, parlando della possibilità di una nuova asta ha dichiarato: “Un’asta frequenze anticipata implicherebbe un drenaggio di risorse per gli operatori che si trovano nel bel mezzo di pesanti investimenti per il roll-out dei network Lte”. Tale gestore ( che ha voluto mantenere l’anonimato) è del parere che una nuova asta potrebbe portare gli operatori tedeschi a riprendere le trattative per raggiungere degli accordi di network sharing. Addirittura Kpn e Telefonica potrebbero unire le loro forze; a tal proposito già nel 2010 le 2 compagnie avevano pensato ad una fusione delle rispettive attività in Germania, mettendo in piedi l’idea della “condivisione di rete” per diminuire i costi. Il Chief Strategy Offer di Telefonica Marcus Haas, ha comunque negato la ripresa dei negoziati. Gli operatori hanno tempo sino ad ottobre per esprimere il loro parere sui piani della Bundensnetzagentur. Una decisione definitiva verrà poi presa definitivamente ad inizio 2014.

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Huawei: prossimo obiettivo, la diffusione del 5G in Europa



Mentre la piattaforma 4G LTE deve ancora affermarsi definitivamente nella maggior parte dei paesi europei (Italia compresa), c’è già chi precorre i tempi e volge lo sguardo al futuro; è il caso di Huawei (www.huawei.com), i cui vertici stanno lavorando intensamente per diffondere in Europa il wireless 5G.

Una lodevole iniziativa

Parallelamente a tale, ambizioso, progetto, la compagnia cinese si sta adoperando attivamente in tutta una serie di iniziative aventi come argomento l’ecosistema industriale; è il caso del progetto Metis, co-finanziato dalla Commissione Europea, e che rappresenta un piano di lavoro integrato all’interno del Settimo Programma Quadro per la ricerca e sviluppo (7PQ). Nell’ambito del progetto Metis, Huawei sta avendo un ruolo preminente, soprattutto nello studio della Tecnologia Radio Link. Recentemente inoltre, essa ha presenziato ad un convegno sul suddetto progetto, svoltosi a Monaco di Baviera, che ha riunito più di 140 ricercatori, operatori di telecomunicazioni e università, con lo scopo di confrontarsi sulle tecnologie fondamentali che in futuro potranno consentire lo sviluppo del wireless 5G.

“Spalancare le frontiere di una nuova esperienza”

Il responsabile della comunicazione dei laboratori Huawei, Wen Tong, ha affermato: “Innanzitutto il wireless 5G spalancherà le frontiere di una nuova esperienza per l’utenza finale. Ad esempio, la comunicazione visiva diventerà dominante e gli utenti useranno i dispositivi wireless per interagire istantaneamente con le persone a distanza come se fossero presenti in quel momento. Inoltre, il wireless 5G sarà in grado di collegare un grande numero di dispositivi in rete e la combinazione con il cloud

 computing e le tecnologie Big Data favorirà la digitalizzazione dell’intera società”. “Ci sono molte innovazioni”, prosegue Tong “che bisogna realizzare e altrettante sfide tecnologiche che devono essere superate per creare soluzioni 5G. I ricercatori nei laboratori Huawei stanno studiando le nuove tecnologie di collegamento radio e la nuova architettura di rete per l’accesso radio. Stiamo anche lavorando su prototipi e abbiamo condotto prove sul campo su reti di accesso basate su cloud (cloud ran). Stiamo svolgendo un ruolo di primo piano nello sviluppo della tecnologia wireless 5G”. E’innegabile che per l’universo wireless, sempre in costante evoluzione, le tecnologie 5G potranno rappresentare un supporto fondamentale. Nei prossimi anni vi sarà un notevole aumento della domanda di capacità wireless superiore di ben 1000 volte a quella attuale. Ciò implicherà di conseguenza l’emergere di tutta una serie di nuove opportunità di business per il collegamento wireless. Infine, c’è da sottolineare che i nuovi criteri di accesso radio daranno la possibilità ad ogni utente di collegarsi alla rete con una velocità di 10 Gbit al secondo, ossia ad una velocità 100 volte superiore ai dispositivi mobili presenti oggi sul mercato.

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Novità Tim: il 4G/LTE sbarca in altre 8 città italiane



Mediante un comunicato diramato sul proprio sito internet, Tim ha annunciato ai propri utenti di aver dotato altre 8 città italiane della tecnologia 4G/LTE: Cosenza, Brescia, Siracusa, Bergamo, Rimini, Sesto San Giovanni, Verona e Venezia.

Un’importante ampliamento

La nuova piattaforma del 4G, permetterà in queste città una velocità di trasmissione dati pari a 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in upload. In tal modo, saranno disponibili e contenuti multimediali ad alta definizione, come ad esempio il video streaming in HD.

D’ora in poi qui, nelle città sopracitate, sarà possibile acquistare smartphone, tablet, chiavette e modem improntati al 4G/LTE, con le apposite offerte di navigazione.

Tali città vanno ad aggiungersi a quelle dove la nuova piattaforma è già attiva; Modena, Bolzano, Bologna, Latina, Savona, Varese, Piacenza, Ancona, Brindisi, Catanzaro, Forlì, Genova, Padova, Palermo, Taranto, Trento, Torino, Milano, Roma e Napoli.

In particolare, sull’avvento a Venezia del 4G, il portavoce di Telecom Italia ha affermato:”Il lancio commerciale a Venezia dei servizi basati sulla tecnologia LTE è il risultato degli importanti investimenti fatti da Telecom Italia per la realizzazione in città della nuova rete 4G, confermando in questo modo la volontà dell’azienda di realizzare reti sempre più moderne e in grado di offrire nuovi servizi tecnologicamente evoluti che rispondano alle esigenze dei cittadini e alla crescente quantità di traffico prodotta da cellulari, chiavette, smartphone e tablet”.

Un’azienda in costante espansione

Tra le varie offerte di navigazione internet legate al 4G, merita una menzione particolare l’Ultra internet 4G, che permette la connessione al web con una velocità ed un traffico di dati trasmessi superiori agli standard del 3G,l’accesso al Tim cloud, l’esclusivo servizio di Tim (www.cloud.tim.it), nonché tutta una serie di contenuti esclusivi che esaltano le prestazioni di rete più elevate.

Gli investimenti fatti da Tim ( senza dimenticare però neanche quegli fatti dagli altri operatori), stanno a testimoniare la volontà, da parte dell’azienda, di realizzare reti sempre più moderne ed efficienti, in grado di offrire un prodotto tecnologico avanzato, in grado sia di rispondere alle varie esigenze dell’utente, sia al sempre più crescente traffico di dati generato da cellulari, modem, smartphone, tablet e chiavette. L’auspicio quindi è che si proceda al passo con la tecnologia, in modo da poter coprire la totalità del territorio nazionale.

 

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4G/LTE, il monito dell’Europa: colmare il gap con Usa e Asia



L’europa, come già più volte sottolineato, ha ormai da tempo perso la supremazia nel campo della telefonia mobile. Come se non bastasse, tale divario si è esteso a causa del netto ritardo degli operatori telefonici europei, rispetto ai competitor asiatici e nordamericani, nella distribuzione dei servizi 4G/LTE.

Cause e rimedi

Secondo gli operatori tale gap è dovuto alla crisi economica e politica e da un sistema di regolamentazione sbagliata, che, soprattutto in Usa e in Asia, hanno privilegiato i consumatori che hanno così ottenuto dei prezzi molto vantaggiosi.

Bruxelles ha ammesso che i massicci investimenti nelle reti mobili di nuova generazione, hanno rappresentato un notevole propellente per la ripresa dell’economia (non solo quella legata alle comunicazioni), che costituisce il 3% del PIL, e sta predisponendo delle soluzioni per la creazione  di un mercato unico digitale, avente lo scopo di rivitalizzare gli investimenti e dare nuova linfa alla capacità innovativa delle aziende europee. Però, logicamente, non tutto può avvenire dall’oggi al domani; la crisi infatti rovesciato  gli equilibri esistenti che fino a 5 anni fa vedevano l’europa in vantaggio rispetto agli Usa. Qui infatti, la spesa media riguardante i servizi di comunicazione degli utenti d’oltreoceano è superiore a quella europea, mentre il consumo di minuti voce è 5 volte maggiore e quello dati circa il doppio. Va inoltre aggiunto che gli Stati Uniti, anche per quel che concerne lo sviluppo della piattaforma 4G/LTE, sono avanti; il 20% delle connessioni infatti, a partire da fine 2013, saranno basate sulla nuova tecnologia, rispetto al 2%in Europa.

Se a ciò poi aggiungiamo che in Europa il livello di investimenti è sceso del 14% tra il 2005 e il 2009 (mentre negli Usa, dal 2007, è salito del 70%), abbiamo una  chiara panoramica della situazione. Inoltre, c’è da rilevare che gli Stati Uniti hanno circa 31 milioni di clienti LTE e la Corea del Sud 16, a fronte dei 570mila della Germania e i 41mila della Gran Bretagna. Sulla questione così si è espresso il portavoce di France Telekom Pierre Louette; “Il web è stato inventato prevalentemente da un europeo, ma le maggiori imprese sono americane e le reti più veloci sono negli Usa e in Asia.”

Uno studio lungimirante

Nei giorni scorsi, uno studio condotto dalla società Navigant Economics (www.naviganteconomics.com) per conto della GSMA (la più importante fiera di telefonia mobile al mondo), ha teorizzato una serie di soluzioni concrete per cercare di risolvere il problema.

Per il Managing Director di Navigant Jeffrey Eisenach, la crisi delle telecomunicazioni europee è dovuta, in maniera preminente, ad una struttura di mercato inadeguata che ha ostacolato la crescita di un vero e proprio “ecosistema mobile”. A ciò vanno poi aggiunti gli enormi esborsi di denaro che gli operatori hanno dovuto sborsare per le frequenze del 3G. Anche secondo l’analista di Sanford Bernstein Robin Bienestock, “le policy comunitarie, che pure hanno permesso all’Europa di avere una diffusione dei servizi tra le più alte al mondo e prezzi molto vantaggiosi per i consumatori, hanno finito per indebolire la capacità di investire degli operatori”. Sempre secondo Bernstein “Bruxelles dovrebbe puntare su un programma più favorevole all’industria, riducendo gli ostacoli e accelerando il rilascio di nuove risorse frequenziali”.

Per riportare l’Europa ai “fasti di un tempo” serve innanzitutto una solida ed efficiente politica innovativa (si pensi ad esempio alle tecnologie adottate per la Green Economy), in grado di attrarre gli investimenti e rendere di nuovo l’Europa il fulcro mondiale dell’innovazione tecnologica. Inoltre, mediante un sistema di regolamentazione più “agile”e e “leggero” sia in ambito nazionale che europeo, in grado di eliminare le varie limitazioni alla condivisione delle reti e che al contempo dia aiuti per la copertura delle aree svantaggiate, gli investimenti potrebbero ripartire di slancio, causando vantaggi per i consumatori, le imprese e per l’economia in generale. Sicuramente ciò che va fatto al più presto è impedire che le compagnie europee continuino ad essere “terre di conquista” di compagnie straniere (l’ultimo caso, in ordine di tempo è quello del magnate messicano Carlos Slim, che ha acquistato quote della compagnia olandese KPN e di Telekom Austria).

 

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