Telecom Italia raddoppia il numero di comuni coperti dal 4G



Telecom Italia continua ad intensificare, in maniera sempre più notevole, il numero di comuni aderenti alla nuova piattaforma LTE: siamo infatti saliti a quota 300(a giugno erano 139 i comuni coperti dal segnale 4G), raggiungendo in tal modo una copertura che supera il 37% della popolazione a livello nazionale. Tale percentuale è destinata ad aumentare considerevolmente, superando il 60 % entro il 2015.

Una forte estensione

A partire da ieri dunque, i servizi Ultra Internet 4G, caratterizzati, lo ricordiamo, da una velocità di trasmissione dati che arriva fino a 100 Mbit/s in download e fino a 50 Mbit/s in upload, sono disponibili anche a Catania, Reggio Calabri, Pozzuoli, Pavia, Siena, Busto Arsizio e Viareggio. Il notevole impulso dato al programma di ampliamento della nuova piattaforma del 4G è il frutto dei massicci investimenti effettuati da Telecom per la realizzazione di infrastrutture sempre più all’avanguardia ed in grado di offrire dei servizi sempre più sviluppati e che rispondano alle varie esigenze dei cittadini, nonché al progressivo aumento di traffico causato da cellulari, tablet, chiavette e smartphone.

Una migliore navigazione in Internet

Con la nuova tecnologia LTE, che ha una velocità di download 5-10 volte superiore a quella della rete Hspa a 14.4 Mps e di circa il doppio di quella della rete Hspa a 42 Mps, un numero sempre più crescente di clienti Tim può godere di prestazioni e di livelli di servizio che consentono un netto miglioramento della navigazione in rete, permettendo inoltre la ricezione di contenuti innovativi in mobilità, come ad esempio il video streaming in HD.

Dei 300 comuni italiani coperti da Telecom, 69 sono città di grandi e medie dimensioni: Roma, Milano, Napoli, Palermo, Cagliari, Trento, Venezia, Trieste, Lecce, Parma, Perugia, Taranto, Bari, Pisa, Brescia e Genova. L’offerta commerciale Ultra Internet 4G, disponibile sia per gli utenti che per il settore business, come ha avuto modo di precisare la Stessa Telecom, riguarda principalmente la navigazione sul web attraverso smartphone, tablet e pc con chiavetta, e si sostanzia per dei livelli di servizio e di traffico dati superiori ai normali standard previsti dalla tecnologia 3G, oltre che per i servizi Tim Cloud ed il ricco ventaglio di contenuti esclusivi che valorizzano le più elevate prestazioni di rete.

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4G, boom negli USA, crollo delle vendite in Europa



Al contrario di quanto avviene negli Stati Uniti, con un vero è proprio boom delle connessioni (circa il 90%), vi è da registrare in Europa il clamoroso flop del 4G. Urge trovare una soluzione, che potrebbe arrivare dall’acquisizione di un nuovo spettro e dall’assegnazione di un’asta, indetta dall’Unione Europea, per i servizi mobili 4G, cui dovranno partecipare i grandi consorzi, capaci di agire in tutta Europa e non basandosi sulle logiche dei vari mercati europei, che rischiano di stratificare il mercato. Ad affermare ciò al Wall Street Journal è l’europarlamentare svedese, nonché vice presidente dello European People’s Party Group e relatore del Radio Spectrum Policy Program, Gunnar Hoekmark.

Un ritardo considerevole

E proprio la frammentazione dei vari mercati è indicata come una delle cause preminenti del gap accusato dall’Europa nel wireless. Sono lontani i tempi in cui, grazie allo sviluppo del GSM, era possibile l’interazione tra cellulari e reti in tutti i paesi europei e grazie al quale numerose aziende sono riuscite a sviluppare prodotti e servizi per il mercato europeo, contribuendo in tal modo alla crescita industriale dell’UE. Ora invece, il primato nel wireless spetta agli Stati Uniti, con circa il 90%delle connessioni che si doterà di reti LTE o 4G entro fine 2013; a ciò fa da contraltare il 2%delle connessioni in Europa. La spiegazione di questa tendenza negativa appare di facile lettura. Negli Usa infatti, i vari operatori hanno investito massicciamente sulla nuova piattaforma, col risultato che veri e propri colossi come Verizon e At&t coprono ormai circa l’85%della popolazione, con connessioni più veloci di quelle europee del 75%.

Correre ai ripari

Il Radio Spectrum Policy Program, varato lo scorso anno dal Parlamento e dal Consiglio Europeo e di cui Hoekmark svolge il ruolo di relatore per conto del Parlamento, sta cercando di porre un argine dinanzi a questa difficile situazione; l’obiettivo è quello di acquisire 1200 MHz di spettro per la banda larga mobile entro fine 2015. A tutti i paesi membri dell’Unione Europea verrà chiesta la finalità di utilizzo dello spettro, alfine di verificare che si tratti di un uso efficiente, e la disponibilità degli operatori a non affollare inutilmente lo spettro. Ciò permetterà di individuare il bisogno di un’ulteriore riallocazione di spettro a livello UE. Il Policy Program prevede inoltre che gli stati membri dell’UE riservino la banda da 1800 MHz ai servizi wireless entro il 1 gennaio 2014 per coprire le zone a più alta densità di popolazione e aumentare la capacità di rete. Tale termine però è stato osservato soltanto dalla metà dei paesi membri dell’UE(tra questi vi è l’Italia) con conseguente, brusco, rallentamento del rollout del 4G in Europa.

Nella sua lunga intervista al Wall Street Journal Hoekmark ha infine affermato che è compito dei vari governi dell’UE rispettare gli impegni presi per far si che l’Europa torni a primeggiare nel settore wireless.

Ma non è tutto: anche la banda da 700 MHz è importante e deve contribuire alla crescita economica del continente europeo. Gli Usa già utilizzano a pieno regime queste frequenze per i servizi mobili, e se anche L’UE farà lo stesso, si ridarà più slancio agli investimenti, con conseguente crescita e aumento dei posti di lavoro.

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Il 4G arriva anche il Liechtenstein, grazie a Orange



Una nuova nazione, il Liechtenstein, si arricchisce delle reti 4G LTE, andandosi così ad aggiungere agli altri stati dove la nuova piattaforma è già operativa.

“Dopo aver lanciato il 4G Orange in tempi da record, a fine maggio in Svizzera, siamo diventati il primo operatore di telefonia mobile nel principato del Liechtenstein, offrendo ai cittadini servizi di telefonia mobile di quarta generazione”, ha affermato il Ceo di Orange Johan Andsjo.

“Internet ultra veloce senza costi aggiuntivi”

“A partire da oggi” continua Andsjo “il Liechtenstein può beneficiare di una rete 4G in grado di raggiungere già il 91% della popolazione e delle imprese del Paese. E poiché nel Liechtenstein, Orange è sinonimo di servizio eccezionale, offriamo a tutti i clienti nuovi ed esistenti Internet ultra veloce con ogni abbonamento, senza costi aggiuntivi”. In termini positivi si è espresso anche il vice capo del governo e ministro dell’economia del Liechtenstein, Dr Thomas Zwiefelhofer: “Infrastrutture efficienti e di ultima generazione per la telefonia mobile sono alla base del nostro successo economico, in particolare nei concorsi internazionali. L’economia, la società e la comunicazione moderna si sviluppano di pari passo. Le innovazioni tecnologiche come il 4G sono per noi un presidio di importanza fondamentale sullo scenario economico internazionale”.

Un restyling completo

Orange ha compiuto una vera e propria opera di rinnovamento della propria rete mobile in Liechtenstein; grazie infatti ai massicci investimenti realizzati, nonché al progressivo ammodernamento dei servizi, la società di telefonia è riuscita a garantire la piattaforma del 4G a circa il 91%degli abitanti e delle imprese presenti sul territorio del piccolo Principato.

Grazie ad una velocità della rete internet mobile pari a 100 Mbit/s, portata gradualmente a 150 Mbit/s, sarà possibile effettuare operazioni quali ad esempio il cloud computing mobile, videoconferenze in HD mobile, TV in HD mobile e molto altro ancora. Con il servizio 4G di Orange sarà possibile inoltre sfruttare appieno le risorse tecnologiche di smartphone, tablet ed altri dispositivi affini. Tutti gli utenti che dispongono di abbonamento e di offerte Prepay, possono avvalersi dei servizi del 4G Orange. E’ proprio in questò sta l’unicità di questa grande società di telefonia mobile, la quale, allo stato attuale, rappresenta l’unico operatore europeo in grado di offrire il 4G a tutti gli utenti con abbonamento e Prepay, senza eccezioni, senza limiti alla velocità di connessione, e, particolare per nulla indifferente, senza alcun costo aggiuntivo.

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4G LTE: Amazon sta studiando un’alternativa



Amazon, la grande azienda di commercio elettronico statunitense, starebbe studiando in California una nuova soluzione che rappresenterebbe una connessione alternativa al 4G e al 3G.

Un procedimento alternativo

A riportarlo è l’agenzia di stampa Bloomberg, la quale aggiunge che si tratta di un procedimento tecnologico che usa delle fasce di spettro dedicato che Amazon intende utilizzare per permettere ai propri dispositivi di potersi connettere a Internet a basso costo ed anche gratuitamente, come ad esempio il Kindle. Tale procedimento, testato dalla società di comunicazioni satellitari Globalstar ( con l’aiuto economico e la collaborazione di due società, Jarvinian e Ruckus Wireless) è denominato Tlps (Terrestrial low power service) e sembra poter garantire una banda larga decisamente più veloce ed affidabile rispetto al wi-fi.

Le strategie di Amazon

I test svoltisi in California non sono stati, per ora, resi noti al pubblico. Di sicuro, la prova sul campo che si è svolta in Italia, a Copertino(Lecce), è piuttosto esemplificativa di quelli che sono i reali obiettivi di Amazon; non solo essere un solido punto di riferimento del web, ma anche entrare nel mercato tecnologico, il che permetterebbe a tutti gli utenti di accedere alla rete. Ciò consentirebbe ad Amazon di controllare le varie modalità con cui i consumatori vanno online, il device che utilizzano per collegarsi al web e le attività che essi svolgono quando navigano su Internet. Per il momento ne Amazon ne Globalstar hanno voluto commentare le notizie apparse sui vari organi di informazione statunitensi. Amazon non è comunque l’unica azienda ad aver testato una tecnologia che rappresenti un alternativa alla piattaforma del 4G, dal momento che Google si è già accaparrata porzioni di spettro mobile e costruito reti di ultra-banda larga in 17 città americane, con la possibilità tra l’altro di connettere i propri clienti alla rete. Google inoltre gestisce anche una rete wifi in California, a Mountain View, e doterà la connettività wireless, mediante un accordo stretto con i vari Starbucks caffè dislocati sul territorio americano.

Il Chief-Executive Officer di Amazon Jeff Bezon ha fatto chiaramente intendere che tra i suoi obiettivi vi è quello di rendere Amazon un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli internauti. Tale scopo ha già dato i suoi frutti: lo scorso anno infatti le vendite sono aumentate di circa il 27%, per un guadagno di 61,1 miliardi di dollari, con conseguente valore in borsa del titolo raddoppiato nel giro di 3 anni, la qual cosa sta a testimoniare la fedeltà e la riconoscenza degli investitori.

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Huawei guarda lontano: il 5G entro il 2020



Huawei dimostra ancora una volta di avere lo sguardo proiettato verso il futuro; infatti, oltre a volgere costantemente l’attenzione alla realizzazione di smartphone e tablet Android in continua evoluzione, il colosso cinese ha deciso di creare una sinergia con un altro gigante delle telecomunicazioni, Samsung, in un progetto che prevede, entro il 2020, l’attivazione delle reti 5G, che saranno nettamente più veloci (100 volte in più) della piattaforma 4G oggi in uso.

Un progetto già avviato

Secondo quanto affermato dal CEO di Huawei Ken Hu all’autorevole rivista Forbes, l’azienda ha già messo al lavoro circa un centinaio di ingegneri (tutti appartenenti all’area ricerca e sviluppo) per la realizzazione di tale progetto. La nascita di network mobile del futuro è, per il CEO, di fondamentale importanza per una costante e proficua presenza nella società moderna di oggi. Inoltre, nel corso della sua lunga intervista a Forbes, Ken Hu ha parlato anche dei nuovi dispositivi tecnologici da indossare(come ad esempio gli occhiali Google Glass, già testati con successo negli Stati Uniti, in Ohio, da un medico) che, a suo parere, rappresenteranno negli anni a venire un proficuo business.

Il futuro è dietro l’angolo

Il gruppo Global Mobile Suppliers Association, ha di recente condotto una ricerca, la quale attesta che attualmente ci sono circa 200 operatori che offrono connessioni mobili 4G in 75 paesi del mondo; l’idea del colosso cinese è quella di portare nuovi network nei paesi mancanti. Tale scopo dovrebbe essere raggiunto entro il 2018-2020, quando circa la metà della popolazione di tutto il mondo potrebbe accedere al 4G collegandosi direttamente dai propri smartphone e tablet, con una velocità di circa 100 Mps. Ciò fornirà il definitivo sprone allo sviluppo economico, laddove ora l’impossibilità di sfruttare adeguatamente la rete costituisce un duro ostacolo al commercio e all’industria.

Vi è da sottolineare inoltre che l’attivazione della nuova piattaforma 5G permetterebbe di raggiungere dei risultati eccezionali, come ad esempio scaricare un film in alta definizione in un solo secondo, aprendo di fatto interessanti scenari per quanto riguarda la ricezione delle varie forme di intrattenimento in rete (ad esempio i film in 3D).

In virtù del progetto pocanzi menzionato, si può affermare che Huawei ha l’intenzione di recitare, negli anni a venire, un ruolo da protagonista, non solo a livello tecnologico ma anche a livello industriale e commerciale.

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4G: asta miliardaria indetta da China Telekom



La grande compagnia China Mobile, ha terminato la prima fase della gara relativa all’aggiudicazione di mega contratti miliardari per la costruzione di reti LTE nello stato asiatico, per un valore totale di 20 miliardi di yuan(circa 3,2 miliardi di dollari). La parte del leone in questa prima tornata di contratti l’hanno fatta Huawei e Zte, ovvero due aziende cinesi: gli altri operatori stranieri in gara (Eriksson, Nsn, e Alcatol Lucent) si sono dovuti accontentare soltanto del 10%delle assegnazioni. Il resto è andato a dei piccoli fornitori stranieri.

Strapotere asiatico

La realizzazione di reti 4G LTE per China Mobile (che, lo ricordiamo, è il più grande operatore di telefonia mobile al mondo con i suoi 700 milioni di utenti mobili) viene anche intesa come uno snodo fondamentale per portare a termine un accordo con Apple per l’importazione dell’iPhone low cost, che costituirebbe un importante veicolo di supporto per il 4G.

Secondo alcuni rumors provenienti dall’estero, i vendor stranieri usciti ridimensionati da questa prima tornata di gara, potrebbero, nel prosieguo di essa, riuscire ad aggiudicarsi gli altri contratti che China Mobile metterà all’asta. Huawei e Zte, come dicevamo pocanzi, si sono accaparrate circa il 25%ciascuno del totale delle forniture. Di contro invece il primo flusso di investimenti riguardanti la nuova piattaforma(iniziato nel 2010 in Giappone e Corea) aveva favorito Ercsson e Nsn, mentre nella seconda ondata, svoltasi negli Stati Uniti, avevano prevalso la stessa Eriksson ed Alu. Huawei inoltre si era aggiudicata, lo scorso anno, gran parte dei contratti per il 4G europeo.

Una situazione delicata

E’indubbio che l’esito di questa prima tranche d’asta per aggiudicarsi i contratti, rischia di acuire una situazione già di per se delicata; a tal proposito infatti bisogna sottolineare che numerosi mercati occidentali preferiscono non avvalersi di apparecchiature cinesi per le proprie reti. L’U.E. al riguardo sta meditando di aprire un’indagine per verificare l’eventuale esistenza di aiuti di stato illegali ad aziende cinesi che realizzano infrastrutture in tutta Europa.

Per il Financial Times l’indagine dell’U.E. è strettamente connessa con la gara per la fornitura di apparecchiature LTE in Cina( se in futuro poi, le società europee dovessero aggiudicarsi una parte consistente di commesse, l’indagine verrebbe chiusa). Tale ipotesi è stata però smentita dalla Commissione Europea; fonti cinesi tra l’altro, hanno fatto sapere che, anche se è logico che l’U.E. si auguri il successo delle società europee all’asta miliardaria indetta da China Telekom “non è pensabile che la sospensione dell’inchiesta sia collegata con l’ottenimento di contratti per il 4G).

China Mobile ha previsto la costruzione di 200 mila stazioni base in 100 città entro fine 2013.

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4G: Intel presenta il nuovo processore LTE



Intel, la grande azienda produttrice di microprocessori, lancerà a fine mese il suo primo chip LTE denominato “multimode”; il chip XMM7160 per apparecchi mobili è in grado di funzionare su 15 frequenze LTE, sulle reti 2G e 3G. Funzionare sulle piattaforme 2G, 3G e 4G, sta rivestendo un’importanza sempre più crescente, in quanto la maggioranza degli operatori telefonici che offrono servizi LTE, in molte zone presentano ancora delle tecnologie obsolete. Punto nodale del dispositivo mobile di Intel sono le tecnologie wireless di Infineon Technologies, la società acquisita da Intel nel 2010.

“Puntare alla leadership”

Con tale iniziativa Intel punta ad entrare in concorrenza con la Qualcomm, la società di telecomunicazioni con sede a San Diego, in California. Sull’argomento il Vice Presidente e General Manager del mobile and communications group di Intel, Hermann Eue, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nel quartier generale dell’azienda, ha affermato:”La nostra strategia è raggiungere una posizione di leadership e ci stiamo muovendo in questa direzione”. Bisogna inoltre sottolineare che sul mercato sono già disponibili i chip LTE”multimode” prodotti dalla Qualcomm: Intel però ha fatto sapere che l’XMM7160 offre delle migliori prestazioni, presenta dimensioni minori del 12%rispetto ai prodotti della concorrenza, e consuma circa il 20 e il 30% in meno di energia. Il supporto alle diverse bande di frequenza LTE è di fondamentale importanza, poiché in tutto il mondo sono presenti circa 40 diversi spettri di banda per le connessioni ad alta velocità nel mondo. I vari telefoni possono infatti avere bisogno di diversi spettri di frequenza, ad esempio per usufruire del roaming internazionale, senza contare inoltre che funzionare su diverse frequenze consente un risparmio ai produttori di dispositivi. “Con il 7160, un produttore può fornire un singolo chip per dispositivi mobili, che funziona in tutto il mondo” ha precisato il Senior Director di Intel Thomas Lindner, il quale ha aggiunto che “le quindici bande di frequenza supportate dal chip non sono fisse, ma possono essere configurate in base alle esigenze dei produttori”.

Un processore in costante evoluzione

La prima versione dell’XMM7160 è stata creata appositamente per il 3G, ed ha una capacità di trasmissione di 100 Mbps. La versione numero 2 vedrà invece la luce alla fine dell’anno e supporterà la piattaforma 4G, raggiungendo i 150 Mbps, sostenendo inoltre il sistema voLTE(voice over LTE) che consente agli operatori telefonici di trasferire le chiamate dai sistemi 2G e 3G alle reti 4G LTE al momento utilizzate solo per il traffico dati.


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4G: Vodafone UK vara le tariffe “senza limiti”



A partire dal 29 agosto Vodafone introdurrà nel Regno Unito il suo servizio mobile di quarta generazione; ad annunciarlo è stata l’azienda stessa, che in tal modo cerca di recuperare il tempo perduto e mettersi sullo stesso piano di EE, che è già presente sul territorio britannico con il suo servizio di navigazione ultra-veloce.

Un progetto vincente

 Il servizio sarà attivato dapprima a Londra, andando poi a coprire altre 12 città entro la fine del 2013 (tra queste Edimburgo, Leeds, Liverpool e Manchester). L’intenzione di Vodafone è quella di raggiungere il 98% degli utenti britannici entro il 2015. Intanto, sin dal 12 agosto saranno messi in vendita i nuovi piani tariffari Red “senza limiti” compatibili col 4G LTE. Il principale antagonista di Vodafone in Gran Bretagna, EE, ha recentemente fatto sapere che i clienti che passano alla nuova piattaforma pagano il 10%in più per il servizio. Sulla questione così si è espresso l’analista di Ovum Emeka Obiodu: “E’ un modo per convincere i clienti a comprare i pacchetti dati di maggior valore. Avere il 4G non rende un operatore automaticamente leader di mercato, ma sicuramente non averlo fa uscire un operatore dal mercato”. Vodafone, nel febbraio scorso, ha investito 790,8 milioni di sterline(circa 12 miliardi di dollari) per lo spettro che le consente il trasporto del segnale 4G in UK. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, la compagnia telefonica EE è stata la prima ad offrire nel Regno Unito i servizi della nuova piattaforma, l’anno scorso.

La compagnia inoltre, ha affermato di aver stretto delle alleanze con il servizio di musica in streaming Spotify, e con la pay tv Sky Sports, appartenente al gruppo British Sky Broadcasting; ciò allo scopo di dare ai suoi clienti la possibilità di scegliere, nella stipulazione dei contratti, a quale di queste applicazioni aderire.

“Red 4G-ready”

Le nuove tariffe Vodafone, denominate Red 4G-ready, partono da un prezzo di 26 sterline al mese per chiamate e sms illimitati e 2 Gigabyte di dati il contratto Sim-only, vale a dire, non comprensivo di telefono. I contratti annuali comprendenti il telefono invece(con sussidi), partono da 52 sterline al mese con 2 GB di dati: se si opta invece per il contratto biennale, il prezzo scende a 34 sterline al mese. Anche O2, la compagnia appartenente a Telefonica attiva in Gran Bretagna, porterà il 4G a Londra, Bradford e Leeds dal 29 agosto; la nuova piattaforma arriverà poi  in altre 10 città inglesi prima della fine dell’anno. Ma c’è di più. L’attivazione dei servizi 4G da parte di Vodafone, fa parte del rapporto di partnership stipulato dall’azienda con Telefonica; dunque, i 2 operatori di telefonia mobile offriranno la nuova piattaforma in aree simili.

“Il nostro punto di vista sui vantaggi del 4G è molto diverso da quello dei nostri concorrenti” fa sapere il Ceo di Vodafone UK Guy Laurence:”Per noi è tutto puntato sull’entertainment”

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4G: Italia in prima fila rispetto al resto d’Europa



Incredibile ma vero: l’Italia è uno dei pochi paesi europei a potersi vantare della presenza completa dei servizi della piattaforma 4G LTE sul territorio, questo nonostante la copertura del segnale non risulti uniforme e le prestazioni qualitative non raggiungano sempre risultati ottimali.

Un dato allarmante

Ciò è quanto emerge da uno studio condotto dall’Unione Europea; da tale indagine possiamo ben capire come il caso dell’Italia (e di poche altre nazioni europee) rappresenti un piccolo raggio di luce all’interno di una situazione allarmante. Secondo l’U.E. infatti, 3 cittadini su 4 non possono accedere ai servizi LTE con i propri smartphone o tablet. Lo scenario poi, andando fuori città, è destinato a peggiorare ulteriormente con la percentuale che scende a zero.

E la situazione appare ancora più sconcertante se si fa il paragone con gli Stati Uniti, dove la diffusione della nuova tecnologia ha raggiunto il 90%della popolazione; si pensi che la compagnia AT&T da sola ha raggiunto il 60%dei clienti con servizi di nuova generazione, mentre in Europa l’insieme degli operatori telefonici non raggiunge il 30%. La causa principale di questo scenario, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, riguarda lo spettro radio. Come si sa infatti, 9 stati membri dell’UE (Spagna, Lituania, Malta, Ungheria, Cipro, Polonia, Romania, Finlandia e Austria, mentre invece la Commissione ha posto il veto sul rinvio delle gare d’asta in Slovacchia e in Slovenia) hanno chiesto ed ottenuto il rinvio dell’asta riguardante la “liberazione” delle frequenze a 800 MHz per la banda larga senza fili, prevista inizialmente per il 1 Gennaio 2013. L’U.E. ha motivato la propria decisione adducendo “motivi eccezionali”. Tornando al caso dell’Italia, va rilevato che essa rientra tra le 11 nazioni(al pari di stati come ad esempio Germania, Francia e Regno Unito) all’avanguardia per quanto riguarda la copertura dei servizi 4G, con le varie compagnie telefoniche profondamente radicate sul territorio; Tim ad esempio copre 190 comuni, Vodafone 40, mentre 3 Italia è presente a Roma, Milano e Acuto (FR).

Telecom Italia e 4G

Il responsabile di TILab, il centro di ricerca e sviluppo Telecom, Sandro Dionisi, ha fatto una lunga panoramica sul 4G:

“L’LTE a 800 MHz operando a una frequenza più bassa consente una migliore penetrazione negli edifici, un po’ come avveniva con il GSM a 900 MHz. L’LTE a 1800 MHz si avvicina invece alla GSM a 2100 MHz, presentando problematiche simili… Per quanto riguarda il traffico voce”, ha poi aggiunto Donisi “è risaputo che l’LTE si appoggia ancora alle reti 2G/3G con uno speciale instradamento automatico, il tutto in attesa delle soluzioni di rete e dei terminali che supportano la tecnologia voLTE, ovvero voice-over-LTE. Sta cominciando ad arrivare. La sperimenteremo a breve e ci attendiamo i primi prodotti compatibili per il 2014. LTE consente di avere una quantità di banda passante adeguata sia in download che in upload con un livello di latenza basso. Possiamo stimarlo tra i 20 e i 40 ms. E stiamo lavorando a soluzioni di video conferenza HD anche tra fisso e mobile”. Infine, circa la realizzazione di LTE advance, Dionisi ha affermato; “Uno dei passi chiave è la cosidetta aggregation. I nostri 10 MHz degli 800 MHz e gli altri 10 MHz dei 1800 MHz possono essere messi insieme, quindi aggregarli come fossero un tutt’uno. Di fatto raddoppia la banda. I dati trasferiti vengono divisi in frequenze diverse e poi il terminale li rimette insieme. E questo sia in invio che in ricezione. Dove sono presenti entrambe le coperture il tutto viene visto come un unicum”.

 

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4G LTE, no di 9 Stati alla liberazione degli 800 MHz



La Commissione Europea, a causa della lenta evoluzione riguardo la liberazione delle frequenze a 800 MHz, ha deciso, suo malgrado, di concedere una proroga a 9 paesi dell’UE, che avevano chiesto di procrastinare a data da destinarsi l’asta LTE sulle frequenze a 800 MHz. La Commissione Europea ha motivato tale decisione parlando di “ragioni eccezionali”; va inoltre sottolineato che tutti gli stati membri si erano impegnati a realizzare delle aste per l’acquisizione della banda di frequenza entro il 1 Gennaio 2013.

Deroga in 9 stati

La proroga dell’asta per gli 800 MHz è stata concessa a Spagna, Austria, Lituania, Ungheria, Cipro, Malta, Polonia, Romania e Finlandia. La Commissione ha invece posto il veto al permesso di rimandare le gare d’asta in Slovacchia e Slovenia, dove i problemi riguardano l’aspetto organizzativo e regolatore e non a “circostanze eccezionali”. Per quanto concerne invece  stati come Lettonia, Grecia e Repubblica Ceca, la C.E. si è invece riservata  un periodo di tempo per esaminare le singole situazioni. Belgio ed Estonia invece, nonostante abbiano fatto registrare dei ritardi, non hanno presentato alcuna domanda di deroga, mentre la Bulgaria ha fatto sapere che la banda a 800 MHz continua ad essere utilizzata solo ed esclusivamente per ragioni di sicurezza e di difesa.

Ragioni dello slittamento

Il commissario europeo per l’agenda digitale Neelie Kroes, così si è espresso sull’argomento: “Abbiamo accordato deroghe temporanee e limitate sugli 800 MHz a 9 stati membri. Si tratta di una concessione pragmatica. Ogni ritardo nella liberazione dello spettro danneggia la mostra economia ed è motivo di frustrazione per i cittadini… La riforma dello spettro sarà al centro della proposta della Commissione che sarà presentata a Settembre per la creazione del mercato unico delle TLC”. Kroes ha inoltre aggiunto che alcuni device, “prede preferite”dei consumatori europei, come ad esempio l’iPhone della Apple, non sono dotati di tecnologia LTE al loro interno a causa dell’insufficiente numero di mercati che hanno reso disponibile lo spettro. Va infine sottolineato che per la Commissione Europea l’assegnazione delle frequenze a 800 MHz riveste un’importanza fondamentale per il rafforzamento dei servizi a banda larga mobile.

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